04 dicembre 2013

Forse non tutti sanno che…n°10

“Opera” di Bartolomeo Scappi  (VE 1570)
Il “Forse non tutti sanno che…” di oggi è dovuto grazie alla segnalazione della nostra affezionata e fedele lettrice Floriana Guidetti ( che ovviamente ringraziamo! ), che ci ha anche spedito il materiale utile per realizzare questo articolo.
Oggi si parla di cucina, di tradizione e….di dialetto ferrarese! Sorriso


Ogni massaia italiana ha nel suo modo di dire culinario “tirare la sfoglia!”…ma da dove nasce questa frase che tutti avrete sentito in casa dalle vostre mogli, mamme o nonne?
A risolvere questo piccolo enigma linguistico ci pensa il grande cuoco di corte estense 
Cristoforo di Messisbugo ( citato in “ Le cucine Ducali “ ) con un suo scritto dove suggerisce, rivolgendosi a chi si accinge a fare la sfoglia:

“tira la detta spoglia tu et uno compagno, tanto che venga sottile come carta”.


Quindi, fin dai tempi antichi, la sfoglia ( “spoia” in dialetto ferrarese ) si tirava letteralmente insieme ad un “compagno”, dall’altra parte del tavolo, come viene chiaramente illustrato in una delle immagini che corredano l’analogo trattato “Opera” di Bartolomeo Scappi ( che vedete all’inizio di questo articolo ). Il tutto insieme all’altro cuoco che usava il “lesgnaturo” ovvero il “lasagnaturo“, che altro non è che l’attuale mattarello.
Nel nostro dialetto ferrarese il mattarello diventa “śgnadùr”, tante volte usato dalle massaie di un tempo ( ma anche di oggi! )  anche come “arma impropria” o almeno con intenti minacciosi, come per esempio per scoraggiare chi, guidato da un implacabile appetito, si fosse avvicinato in un momento non appropriato alla “scafa dal paη”, allo scaffale dove veniva riposto il pane.
Oggi grazie a Floriana abbiamo scoperto (e riscoperto ) un nostro modo di dire… e spolverato anche un po' del nostro dialetto, che come i palazzi e i monumenti ferraresi fa parte integrante della nostra storia.

Fonte: “Perché ‘Spianare la sfoglia’ in dialetto ferrarese si dice ‘Tiràr la spòia’ di Floriana Guidetti.

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