24 febbraio 2014

iNobiettivo - Dittico danzereccio

La rubrica giovane e irriverente di Nicolò Battaglia
Inobiettivo: dittico danzereccio
Tutti i martedì e giovedì sera Amedeo andava alla Rivana a ballare. Quelli che lo conoscevano non ne sapevano niente. Era un suo segreto. Per gli amici era un ragazzo normale, quando c’era da studiare ci si metteva di gran impegno, il resto del tempo era un cazzaro come tutti gli altri. Per i genitori era un angioletto, studiava tanto e si era trovato anche un lavoretto.



Però nessuno sapeva cosa facesse tutti i martedì e giovedì sera.

Tutti i martedì e giovedì sera Amedeo andava alla Rivana a ballare. Ci andava per imparare. Tutti gli affezionati della serata liscio lo conoscevano. Era entrato nelle loro simpatie, come un gatto o un pappagallo. Ci andava sempre tutto profumato e pettinato, con il vestito buono color creme caramel. Gli avevan pure regalato un pettine da taschino. Gli insegnavano a ballare. Tutti i passi di mazurca, valzer e polka.

Però nessuno sapeva cosa ci facesse un giovanotto lì due sere a settimana.

Tutti i martedì e giovedì sera Amedeo andava alla Rivana a ballare. Ma poi non ci andò più. Ormai sapeva ballare. Sapeva tutti i passi di mazurca, valzer e polka. Aveva pure il pettine nel taschino.
Amedeo andò al Sinatra per ballare con Ivana.

Era là in mezzo alla pista, la raggiunse a spintoni. Si era agitato, non conosceva il tipo di ballo che gli altri ballavano. Ma ormai era lì. “Ivana vuoi ballare assieme a me? Mi sono tanto impegnato per poter ballare con te.” Urlò nel frastuono del Sinatra Amedeo nell’orecchio di Ivana. Lei non capiva. Amedeo le cinse la vita e iniziò l’unduettrè unduettrè di un bel liscio andante.

Ivana guardò allibita Amedeo “Ma sei scemo?” disse, lui rispose “Si.”

Ballarono fino a mattina.

Racconto originale di Nicolò Battaglia



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