01 settembre 2014

iNobiettivo - La presa della Bastia

La rubrica giovane e irriverente di Nicolò BattagliaCanale di Volano, Ferrara
Tutto iniziò quando quelli di Filo decisero di staccarsi dall’egemonia di Argenta.

In provincia li chiamavano “i romagnoli”.

Una classica storia di confine.

Ma il giogo argentano era forte e saldo e quelli di Filo non potevano farci nulla.

L’occasione saltò fuori quando il nuovo sindaco di Lavezzola, un certo Robespierri, decise di espandere il dominio del suo bel paesino oltre il fiume Reno.

Robespierri non capiva l’astio d’oltreponte per la romagnolità. I puzzoni ferraresi che dicevano che quella era Emilia.

Ma và.
La “riviera emiliana” la chiamavano infatti. Chiedessero a uno di Reggio se li aveva mai considerati all’interno del cerchio magico di quei mangia gnocchi.

Robespierri sapeva come parlare ai suoi cittadini. Sapeva accendere un fuoco dentro di loro che era difficile da estinguere.

Fece le cose in grande. Le fece per bene.

Radunò tutte le popolazioni di confine. Arrivarono da Giovecca, San Bernardino, Conselice, Alfonsine, Ciribella e Voltana. Armati fino ai denti di fiaccole, forconi e qualsiasi altro oggetto che potesse contundere.

Arrivarono a bordo dei loro trattori che pareva un terremoto.

La prima notte diedero fuoco a Campotto. Come ammonimento. “Stiamo arrivando” dicevano “e non ci fermerete.”

Il secondo giorno quelli di Argenta, con l’aiuto di Portomaggiore, Consandolo e Longastrino, tentarono una controffensiva.

Riuscirono a far indietreggiare l’armata romagnola. Robespierri e il suo esercito si accamparono al Pavaglione di Lugo. Pronti a tentare il tutto per tutto il giorno seguente.

Le forze in campo erano di pari valore.

Lì, sull’Adriatica, il terzo giorno, ci furono solo vittime.

Sotto il ponte di San Biagio, il fiume correva tinto di sangue.

Così, i capi dei due eserciti decisero che la vittoria non la si sarebbe mai potuta ottenere col sangue ma con una prova di abilità che avrebbe finalmente decretato la superiorità degli uni o degli altri e la relativa sconfitta e schiavitù per i perdenti.

Il quarto giorno si ritrovarono ancora lì. Sul ponte della Bastia. L’ultimo atto.

La tensione era evidente. Avevano giocato duro fino ad allora. Era finalmente giunto il momento di far vincere qualcuno.

La prova? Ovvio…

Chi faceva la piadina più buona.

Arrivarono i giudici di Masterchef.

Barbieri fu impalato e gettato in acqua in quanto bolognese.

Bastianich non si capiva quello che diceva.

Cracco si infilò le piadine nel naso ma riuscì a decidere.

Il ponte fu conquistato. Il Comune di Argenta non esiste più. Ora si chiama la Piccola Romagna.
E Robespierri ride sotto i baffi.

Anche se ho sentito di un movimento indipendentista di Anita….

 
Racconto breve di
Nicolò Battaglia 
Foto di
Franco Colla 

 
Webcam Ferrara: www.comune.fe.it ( aggiornamento ogni 2 minuti )

www.comune.fe.it


































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