22 aprile 2014

iNobiettivo: Lemonsoda - 2° parte

La rubrica giovane e irriverente di Nicolò Battaglia

Cattedrale San Giorgio, Ferrara
Piovigginava ormai. Ma Astelfio non se ne curava. Aveva fatto un aperitivo alquanto molesto con gli amici ai Due Gobbi ed ora era appoggiato al duomo, noncurante, cercando di riprendersi la coscienza in una battaglia interiore che gli trapanava le meningi.


Però quanta gnugna che girava per piazza.

Ah. Lui era così. Le guardava. Dentro la sua testa le spogliava. Se erano abbastanza degne gli fischiava dietro. Quelle di cui s’innamorava poi… le approcciava dando loro una bella strizzata al culo. Metodo fallibile. D’altronde il coraggio per farsi avanti a lui veniva solo se prima beveva almeno un litro di spritz. Lo sberlone era assicurato ma vabbè. Grrrr. Lo arrapava.

Era lì appoggiato a prendersi una doccia gratis. Mandando bacini a tutte le ragazze che gli passavano davanti. Se erano in gruppo azzardava la richiesta di farsi coccolare in un’ammucchiata che le avrebbe lasciate più che soddisfatte. Mai provata? Era poco credibile, con quella faccia storta poi.

Per la legge dei grandi numeri però lo sapeva che prima o poi qualcuna ci sarebbe stata.
E allora continuava.

A un certo punto un tac tac tac regolare destò la sua attenzione. Stava arrivando verso di lui una Bellissima. Falcata lunga da modella.

Non capiva ma lo stava fissando.

Grazie legge dei grandi numeri.

Non disse niente. Gli cacciò solamente la lingua in bocca, come piaceva a lui. Zozza.

Però aveva quel profumo così dolce, di polvere di stelle, le avrebbe potuto confessare tutto. Faceva lo spavaldo ma era solo un povero pirla che non batteva mai chiodo.

Il cuore pompava all’impazzata. Pure l’altro cuore aveva reagito, nel solito modo.

Il bacio durò un secondo, durò l’infinito.

Smise di piovigginare.

“Grazie.” Disse la ragazza, quando decise che era abbastanza. Riprese a camminare sui suoi trampoli disperdendosi tra la folla davanti al duomo.

Astelfio non capiva. I suoi amici avevano visto tutta la scena in diretta e si tiravano pizzicotti per essere sicuri non fosse stato un’allucinazione collettiva.

Qualcuno gli bussò sulle spalle. Era Gedeone, un suo compagno di facoltà.

“Ehi bel, per caso hai visto una ragazza bellissima? Bionda, occhi mandorla, profumava di polvere di stelle…”

“Si. Mi ha appena cacciato un limone storico. La amo.”

“Ha baciato anche te??”

“Come “anche te”??”

In quel momento si odiarono, Gedeone e Astelfio.

Si gettarono a capofitto in mezzo alla mischia del duomo. Dovevano trovarla.

Soltanto uno ne sarebbe uscito vincitore.
 
Racconto originale di Nicolò Battaglia
Foto originale di Franco Colla 


 
Webcam Ferrara: www.comune.fe.it ( aggiornamento ogni 2 minuti )

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